MULADHARA ,IL CHAKRA RADICE. UNA PORTA SULLA REALTA’ MATERIALE

2° nr giornalino_html_m14da3c52Il Chakra Radice, Muladhara ( mula= radice,adhara=supporto) insieme agli altri due successivi, quello sacrale( 2°chakra) e solare(3°chakra), formano la Triade Inferiore, responsabile della formazione del se personale(ego) e legato quindi al processo di Radicamento nella materia.Se il chakra radice Non è sviluppato in modo armonioso può generare grandi angosce esistenziali. Situato alla base della colonna vertebrale ,tra l’ano e i genitali,si apre verso il basso.
Tutti i chakra attraversano periodi di maggiore attività durante le varie fasi della nostra esistenza; muladhara è particolarmente attivo tra 0 e 7 anni e tra i 49 e 56 anni,perciò in questi momenti specifici della vita i suoi aspetti caratteristici saranno più acutizzati.
Questo primo chakra costituisce la Base, il Fondamento , da qui il nome Muladhara, di tutti gli altri chakra e fornisce la base nella nostra vita fisica, per cui la sua caratteristica principale è “la sicurezza”mentre il suo attributo è “la pazienza”.
Rappresentato come un loto a 4 petali, questo chakra è legato al simbolismo del numero 4. Gli antichi hanno sempre messo in rapporto il processo di incarnazione con il simbolismo che riguarda il 4.Già Empedocle pensava che la materia fosse formata da 4 elementi fondamentali: terra, acqua, fuoco, aria. I 4 elementi erano anche associati a qualità psicologiche: l’elemento Terra rappresentava soprattutto la perseveranza nel portare avanti un qualche lavoro ed era e resta la prima tappa essenziale di tutto il lavoro iniziatico del 1°chakra, costanza e perseveranza; l’elemento Acqua corrispondeva soprattutto alla adattabilità e flessibilità, qualità indispensabili all’evoluzione e al movimento della vita, prevenendo la cristallizzazione della materia. L’elemento Fuoco rappresentava l’ardore e l’integrità che consente di restare fedeli ai valori profondi dell’essere anche a dispetto delle circostanze esteriori;l’elemento Aria era la prontezza sul piano intellettuale e il processo di scambio che permette all’uomo di creare relazioni tra tutte le cose.Poiché il numero 4 è strettamente associato agli elementi che compongono il piano materiale, alcuni studiosi della struttura corporea considerarono la personalità umana come formata da 4 corpi: il corpo fisico, energetico, emozionale e mentale.
Indagando ancora più a fondo,sembra che anche la dimensione spaziale,essenziale al processo dell’incarnazione, sia profondamente determinata da uno schema quaternario; questo è, infatti, il modo in cui la conosce lo spirito umano, poiché lo spazio è tradizionalmente associato (almeno nella tradizione occidentale) a quattro direzioni: il nord, il sud, l’est e l’ovest. Queste quattro direzioni sono state talvolta messe in relazione con i quattro elementi. Così, nel sistema filosofico di Enrico Cornelio Agrippa il nord (settentrione) era associato all’acqua, il sud (meridione) alla terra, l’est (oriente) al fuoco e l’ovest (occidente) all’ aria. Il numero 4 è anche associato alla “sosta”, momento in cui sembra ci sia una momentanea sospensione della dinamicità. A questo proposito si noti il simbolismo del quadrato: ancorato sui quattro lati, il quadrato è innanzitutto una figura anti-dinamica; esso «simboleggia l’arresto, o l’istante catturato.Il quadrato esprime un’idea di stagnazione, di solidificazione; è la stabilità nella perfezione. Mentre il movimento fluido è associato a figure circolari, rotonde, la sosta e la stabilità si associano con figure angolose, con linee contrastanti e irregolari. Il numero 4 ricorda anche, per analogia, i concetti di fissità e di stabilità; tali concetti si possono trasporre,sul piano psicologico, nelle qualità della resistenza, della costanza e della perseveranza, le quali permettono all’ individuo di vincere le avversità e di raggiungere, contro tutto e tutti, l’obiettivo prefissato. Il nodo principale di questo chakra è proprio quello di scoprire che l’apparente finitezza e limitazione che la materia sembra imporci sono solo il frutto della sua denaturazione.La materia non è un corpo estraneo nel quale lo spirito si esilia o si restringe, ma l’espressione stessa dello spirito. Il numero 4 ci introduce allora in una visione nuova della materia, che è percepita vitale e spirituale.Inoltre, il numero 4 richiama il concetto di fiducia, che è una conseguenza inevitabile del fatto che la materia, lungi dall’ essere un corpo estraneo in cui lo spirito è dipendente o prigioniero, è la sua forma esteriorizzata. Così l’uomo si apre molto naturalmente al mondo con fiducia,poiché sa che l’universo provvederà a tutte le necessità della sua esistenza (essendo una proiezione esteriore di ciò che egli porta in sé). Sapendo anche che la materia non è d’ostacolo allo spirito ma anzi un momento del suo dispiegarsi, egli accede a uno stato di pace tanto profondo quanto indicibile. Per questo il numero 4 fu sempre considerato il numero della gioia. Tuttavia, sarà necessario un lunghissimo lavoro di riconciliazione per raggiungere questo stato di coscienza( fare pace con la materia senza viverla come qualcosa di distaccato dallo spirito e quindi Non vedere la materia come “ostacolo”).
Vediamo ora anche gli aspetti “negativi” del numero 4:il numero 4 negativo determina una cristallizzazione della dimensione corporea dell’uomo, della materia: quando è così cristallizzata, essa diventa profondamente debilitante e limitante, impedendo alla persona di agire e di esprimersi
in libertà e coscienza.Sotto questo aspetto il numero 4 rappresenta il “mondo di basso” dove fissità e immobilità rendono l’uomo schiavo della materia e dove lo spirito entra in conflitto con le realtà materiali percependole come ostacoli alla sua libertà e il mondo diventa “una prigione”.L’uomo , a questo punto, resta trincerato nella Non azione, nell’inerzia senza riuscire a portare a termine i progetti prefissati; tutto questo lo porta infine a formarsi un mondo puramente soggettivo e illusorio e a distaccarsi progressivamente dal mondo reale. Per questo il
numero 4 associato all’ incarnazione diventa, quando è negativo, il numero della fuga e dell’illusione. Questo è il Nodo di Brahma che dobbiamo sciogliere se vogliamo far cadere i veli dell’illusione che ci fa percepire la terra, appunto, come una prigione.( questo è il primo nodo, gli altri due sono a livello del cuore e della fronte).
A questo chakra viene assegnato il colore Rosso.
Vediamo questo colore un pò più nei dettagli. Iniziamo con il dire che il rosso e il viola sono i due colori che limitano lo spettro della luce visibile all’occhio umano. Siccome il rosso sta al confine tra le realtà invisibili e il mondo visibile, è sempre stato considerato il colore dell’incarnazione; il colore rosso fa parte dei colori definiti”caldi”e considerato un colore irradiante: per questo viene collegato all’attività dinamica, all’agire. Pensiamo al sangue rosso che impregna tutto l’organismo e scorre fluido, espressione dell’onnipresenza dello spirito nella materia. I muscoli, specie quelli striati volontari sono quelli più rossi del corpo per la grande concentrazione di sangue poiché deputati al movimento, all’azione e quindi associati alla dinamicità del colore rosso. Il ferro,metallo presente nell’emoglobina, richiama all’analogia con Marte, Dio della guerra, della combattività, dell’azione; per questo presso i popoli antichi il colore rosso era legato ai combattimenti: in Perù le vesti rosse designavano i combattenti; gli Spartani venivano avvolti in lenzuola rosse per la sepoltura; inoltre il colore rosso ,proprio per la sua natura dell’agire , è collegato al sesso maschile; quindi il rosso, poiché è legato ai principi dell’incarnazione,dell’azione dinamica e della combattività, diventa il colore ufficiale delle persone investite di poteri;in questo senso, Court de Gobelin ricorda che «a Roma il rosso era il colore dei generali, della nobiltà, dei patrizi: diventò di conseguenza il colore degli imperatori. Quelli di Costantinopoli erano interamente vestiti di rosso. A causa del suo legame con l’attività dinamica, abbiamo già visto che il rosso è il colore della combattività; nel suo aspetto negativo diventa allora il colore dell’aggressività e della collera impulsiva, che sfuggono al controllo della ragione e inducono l’uomo a compiere atti fondamentalmente distruttivi. Le espressioni popolari come «vedere rosso», per designare uno stato di furore, oppure «essere rosso di collera» sono molto eloquenti a questo proposito. I principali obiettivi collegati al chakra-radice, si riassumono da un lato nel diventare consapevoli dell’esistenza del sé personale, grazie alla scoperta della dimensione corporea, dall’ altro nell’ impegnarsi pienamente sul piano materiale.
L’obiettivo principale del chakra-radice sembra proprio essere il contatto con il piano terrestre e la scoperta della dimensione corporale; gli antichi consideravano il 1°chakra come il luogo di ancoraggio della coscienza nella dimensione fisica e terrestre: questa presa di coscienza è fondamentale, poiché tutto il lavoro di crescita ed evoluzione inizia da lì.Proprio a questo proposito, del resto, molte scuole esigono che gli adepti lavorino sul proprio corpo prima di poter affrontare degli esercizi spirituali.Per questo stesso motivo, inoltre, l’addestramento psicologico proposto da alcune scuole esoteriche moderne è spesso molto pericoloso, poiché quasi sempre accentua le tendenze al dualismo; non è affatto raro incontrare persone che soffrono di profonde crisi di schizofrenia in seguito a un corso o tecnica di natura «spirituale».
Quindi è essenziale la pratica di una disciplina sportiva o di una qualunque forma di esercizio fisico eseguito con presenza; nell’ antica Grecia, per esempio, ogni giovane diciottenne doveva dedicare due anni della propria vita agli esercizi fisici e militari: lo sport gli consentiva di diventare pienamente consapevole della propria dimensione corporea e di svilupparla in modo efficace e armonioso. Si trattava anche di una “conditio sine qua non” per pretendere, poi, di iniziare un lavoro di realizzazione spirituale.( «mens sana in corpore sano»).
A questo proposito, e questo è un mio pensiero ed esperienza, il Percorso dello Yoga come era contemplato in Oriente e anticamente, tra maestro e discepolo era ed è un percorso evolutivo che iniziava proprio dal corpo; ricordiamo “il sentiero degli otto passi” di Patanjali nella via dello Yoga come realizzazione del sè: colui che si appresta alla disciplina dello yoga deve prima di tutto osservare yama e niyama, osservanze per purificare il corpo, la parola, la mente; poi asana cioè il lavoro corporeo, a tu per tu con il proprio corpo, i suoi limiti e ripristinare la connessione corpo-mente, mantenere una posizione comoda e stabile allo stesso tempo e la colonna vertebrale diritta senza sforzo; poi il pranayama, cioè quando il corpo è purificato in tutte le sue parti e ben governato allora si passa a sperimentare e studiare il pranayama,tecniche di controllo del respiro e del prana, l’energia vitale, utilizzando il respiro come strumento di connessione; dopo aver addestrato il corpo nella sua completezza si passa a pratyahara, il ritiro dei sensi dagli oggetti esterni; dharana, la concentrazione, mantenere la mente focalizzata su di un unico pensiero; dhyana, la meditazione e samadhi, esperienza di supercoscienza. Come si può constatare, il lavoro personale inizia o meglio dovrebbe iniziare sempre dalla dimensione corporea, quella più densa, rendendo il rapporto con la materia armonioso ed equilibrato.Tutto questo ci conferma, dunque, che il rapporto con il corpo non va soltanto recepito come una limitazione o una restrizione, ma, al contrario, come l’unica,
autentica espressione dello spirito. Infatti, come abbiamo già detto, la dimensione corporea è la proiezione esteriore della dimensione spirituale, e la materia, lungi dall’ essere una realtà estranea allo spirito, ne è un prolungamento densificato. A questo proposito notiamo che i muscoli costituiscono ciò che chiamiamo la carne; come organi attivi deputati al movimento, essi rappresentano il potere di fare, di agire e
di operare, che consente allo spirito di incarnarsi nella materia e di manifestarvi del tutto la sua potenza creatrice. Vista in questa prospettiva, la materia ha dunque un carattere eminentemente sacro e l’aspirante non prova più alcuna dipendenza di fronte a essa poiché sa che è il riflesso del proprio spirito.( una qualunque problematica ai muscoli, ai tessuti,anche,piedi ecc. riflette un blocco a questo chakra, un impedimento nel muoversi).
Tuttavia la concezione che considera la carne sacra e profondamente spirituale è spesso ostacolata dalla spiritualità occidentale che, negando il fondamento stesso dell’essere, opera una netta separazione tra la dimensione esterna (le realtà materiali) e la dimensione interna (le realtà spirituali), opponendole violentemente senza riuscire a percepire che l’una è il riflesso dell’altra; ciò toglie ogni sacralità alla carne e
contribuisce ad accentuare, in persone già divise, una tendenza alla fuga nei mondi spirituali. Ne consegue allora una grave illusione, in cui l’aspirante tradito spera in giorni migliori in un paradiso tanto utopistico quanto insensato. Questa fuga spirituale sfortunatamente è stata fortemente coltivata in Occidente, dalla Chiesa,( basta pensare ai “flagellanti”che nel XIV secolo percorrevano le strade colpendosi con la frusta) al punto che questo atteggiamento risolutamente ostile alla carne ancora oggi pone un grave ostacolo allo sviluppo della coscienza e in ogni caso, togliendo sacralità alla materia per il fatto di cogliervi soltanto l’apparenza esteriore (un atteggiamento mercificante), il corpo divenne per davvero sempre più estraneo alle realtà spirituali,generando separazione tra ciò che è materiale e ciò che è spirituale ed osservando l’umanità di oggi ben visibili sono i danni procurati da questa visione.( E pensare che l’obiettivo principale del 1°chakra è “impegnarsi nel piano materiale).Il primo chakra non è legato solo all’incarnazione ma anche al rendere viva la materia, portando di conseguenza abbondanza e ricchezza su tutti i piani.Non è raro, purtroppo, trovare lo sviluppo spirituale associato alla povertà materiale; questa visione si oppone al concetto che “ciò che è esterno riflette l’interno”; certo nel chakra del cuore si contempla il “distacco”per la trasformazione dell’io , per mettere la materia al servizio di tutti gli esseri senzienti Non per vivere”da poveri”. A questo proposito è molto eloquente “la parabola dei talenti” del Nuovo Testamento che esprime l’importanza di impegnarsi e di agire sul piano materiale; diversamente se non si partecipa all’esistenza terrestre, si resta incapaci di svilupparsi e raggiungere la piena manifestazione degli aspetti materiali,psicologici e spirituali della vita. Quindi senza una base armoniosa, un buon rapporto con la materia, un buon ancoraggio e impegno nel materiale Non viene raggiunto nessun tipo di sviluppo.Consapevole di questa realtà, l’individuo il cui chakra-radice si sta risvegliando,cerca allora di conoscere meglio le leggi cosmiche e di conformare la sua esistenza ai grandi cicli della natura: sviluppa perciò un considerevole senso realistico (che gli
permette di discernere correttamente in ogni cosa le sue potenzialità nascoste) e quindi ha accesso gradualmente all’ esperienza dell’abbondanza e del benessere. Per questa via, diventando partecipe delle prodigiose risorse del mondo materiale, egli sviluppa una fiducia incondizionata di fronte alla vita. Per questi motivi l’armonizzazione del chakra-radice dà sempre una profonda sensazione di soddisfazione e di serenità che porta l’individuo a diventare consapevole che l’universo può provvedere a tutte le necessità della sua esistenza. Così egli accede in maniera del tutto naturale alla sicurezza materiale e non teme più per la propria sopravvivenza. Ora può veramente evolversi.
Quando il Chakra-Radice è armonico: quando il chakra-radice è risvegliato, l’individuo vuole integrarsi nel mondo e vivere, percependo il mondo Non come limitante ma come portatore di grandi occasioni per intraprendere, costruire, agire in naturalezza e fiducia e riscoprendo la ricchezza in ogni situazione. Il suo risveglio e armonizzazione portano ad una resistenza fisica ( capacità di sopportare es: lavori pesanti, situazioni difficili, cambiamenti profondi di vita ecc..),forza di carattere appunto per superare situazioni di stress, paure ec..,stabilità e centratura psicologica che permette di Non lasciarsi vincere dallo sconforto e andare avanti nonostante tutto con impegno e volontà. Inoltre, il buon funzionamento di questo chakra permette all’uomo di gioire pienamente di tutti i beni del mondo, in uno stato perenne di gioia e pace e in comunione con la natura.
Quando il Chakra-Radice è disarmonico:un malfunzionamento di questo chakra porta prima di tutto ad un rigetto dell’esistenza cioè difficoltà a vivere per la Non integrazione nel mondo; al contrario di quando questo chakra è armonico, l’individuo sente il mondo come limitante e questo gli comporta grande insicurezza e vulnerabilità che cercherà di compensare con il possesso di beni materiali o con un comportamento fatto di schemi rigidi, intolleranti e dogmatici; questo potrà portare l’individuo a dimostrare ostilità nei confronti dei cambiamenti,o trasformazioni di qualunque tipo, cristallizzando quindi l’energia di questo centro. Anzichè accettare il mondo, la materia e i suoi beni che egli teme profondamente, l’individuo preferisce o fuggire la realtà od opporvisi. Nel primo caso, cioè nella fuga, ne deriva un carattere instabile, distaccato dalla realtà e totalmente inadatto alla vita quotidiana; poiché non si sente implicato negli affari d’ordine materiale, l’individuo può adottare un atteggiamento che lascia correre, irresponsabile e negligente; non si prende mai autenticamente cura di gestire in modo serio ciò di cui è responsabile.( il lasciare correre che agli occhi di molti individui può sembrare un atteggiamento di maturità in realtà è l’opposto, è il Non volersi confrontare con se stessi e con l’esterno quindi irresponsabilità). Nel secondo caso, cioè nell’opporsi con forza al mondo, l’individuo tende a esteriorizzarsi sempre di più, credendo così di dominare la materia e di imporle la propria volontà; poiché cerca di sfruttare la materia in maniera smodata, egli cade rapidamente in un materialismo che privilegia la quantità a scapito della qualità (cupidigia e bulimia); trasferendo questo atteggiamento di fronte a sé stesso e agli altri, egli può talvolta rivelare una grande durezza e una certa aggressività (facilità alla collera e alla violenza). D’altra parte quando il chakra-radice funziona male, l’individuo tende a sentire il corpo come limitante, a disprezzarlo o sentirlo come una prigione dello spirito e allora si muoverà nel mondo in modo pesante e maldestro, limitandosi nel suo potere di agire, di intraprendere, di costruire arrivando anche a rifiutare totalmente il proprio corpo in un comportamento anoressico.Ne risulterà molto spesso un atteggiamento triste, arcigno, chiuso, depresso, instabile e poco entusiasta, mentre l’individuo spera che ogni giorno sia il mondo esteriore a portargli una vita più facile o diversa (tendenze suicide). Sentendosi limitato a livello delle proprie risorse, nei cui confronti coltiva anche una profonda diffidenza, egli tenderà infine a convincersi che è esaurito e che è sempre già vinto, qualsiasi cosa intraprenda.

Quindi cosa si deve fare???Da quanto detto prima, appare chiaro che il principale atteggiamento da sviluppare in relazione al chakra-radice è quello di sentirsi a casa nel proprio corpo e perfettamente a proprio agio nel mondo materiale. Sembra facile a dirsi e molto più complicato a metterlo in pratica. Perché? Perché ognuno di noi ha una percezione diversa e limitante della realtà (compreso del proprio corpo) e la realtà non è mai totalmente obiettiva perché è una proiezione esterna delle realtà psichiche interiori.Inoltre, qualunque sia la situazione con la quale ci troviamo a confrontarci,riusciamo ad accedere soltanto a una percezione frammentaria e soggettiva di tale realtà, perché siamo sensibili solamente a determinati aspetti del reale, selezionati in funzione di quello che possiamo o speriamo di percepire; il nostro strumento principale per accorgerci del mondo esterno è il sistema sensoriale,( i 5 sensi) il quale cattura le innumerevoli informazioni che saranno poi interpretate per mezzo dell’attività cerebrale, la quale respinge o mette in rilievo alcuni degli elementi raccolti.Ora questi criteri di valutazione cambiano da individuo a individuo in base al vissuto, all’ambiente, dai valori morali ed etici, dall’educazione e molti altri aspetti che hanno condizionato( convinzioni, credenze) l’individuo. Possiamo dunque affermare che l’uomo percepisce la realtà soltanto attraverso una griglia di riconoscimento che condiziona il suo stato di benessere o di malessere nei confronti del mondo circostante. Sapendo questo possiamo intervenire sul processo sensoriale in modo consapevole: senza negare l’esistenza di pensieri negativi o situazioni che riteniamo tali in base ai nostri condizionamenti di base, poniamoci in osservazione distaccata, ascoltando il proprio respiro a poco a poco si può imparare ad osservare le situazioni come se si vedesse un film o dall’alto per avere una visione d’insieme e una diversa prospettiva con risoluzioni diverse; fin tanto che si resta “dentro”la situazione non è possibile vedere altre “vie”. Si può anche contrapporre un pensiero positivo ad un pensiero negativo, cioè darsi la possibilità di un’altra soluzione; in questo modo l’individuo può riuscire, con la pratica, a lasciarsi condizionare sempre meno dall’ambiente. Certi esercizi relativi al pensiero creativo permettono proprio di comprendere che il benessere, come il malessere, sono il risultato dei nostri atteggiamenti e dei nostri schemi interiori. L’individuo, quindi, deve mettersi all’ascolto del rapporto esistente tra il proprio atteggiamento interiore e ciò che gli si presenta all’esterno.
Il Chakra-Radice è quindi “Il portiere”, il “Guardiano” del tempio sacro, il corpo; ecco perché il risveglio di questo chakra implica una presa di coscienza della dimensione fisica e della sua importanza come riflesso dello spirito e permette all’individuo di scoprire la propria identità prendendo pienamente coscienza del proprio corpo e di quello che rappresenta in quanto luogo di espressione dello spirito.
Per armonizzare questo Chakra, quotidianamente l’individuo mediti sui sensi: per esempio potrà alternare diversi modi per entrare in contatto con le finestre sul mondo, i sensi appunto; si scelga un momento della giornata in cui ascoltare una melodia, qualunque tipo di melodia: dal suono dei tamburi, all’arpa, alla chitarra, al violino ecc..stare nell’ascolto delle percezioni, ciò che il suono stimola, osservare per un po’….quindi passare ad assaggiare un cibo e sentirne la consistenza, il sapore e così via procedendo con tutti i sensi; si può fare questo esercizio anche sperimentando un senso alla volta, quando ci si sente pronti per farlo. Questo semplice( apparentemente semplice) esercizio, se fatto con quotidianità, a poco a poco permetterà di ritrovare una dimensione più reale con la realtà.
Un’altra pratica sarà quella di cercare Muladhara nel corpo, cioè imparare a sentirlo nel corpo attraverso le pratiche di risveglio come Ashwini mudra, Vajroli mudra, Mula bandha; data l’importanza di queste pratiche, esse verranno trattate a parte in un successivo articolo.
La meditazione camminata per Muladhara: Ciascuno dei chakra, invero, è associato a un modo di camminare ben preciso. Per quanto riguarda il chakra-radice, si tratta della «Camminata per la costituzione del sé»; ancora più precisamente, per il primo chakra si tratta soltanto di apprendere il primo movimento di questa camminata, che consiste nel fare un passo davanti all’ altro. Tale gesto, apparentemente banale, è invece altamente significativo; per essere però portatore del profondo significato che gli attribuiamo, è indispensabile associarlo a un «Movimento Interiore», cioè a un’intenzione ben precisa. Alzando il piede, l’individuo formulerà perciò l’intenzione di lasciare il suo attuale stato di ignoranza per mettersi in marcia verso un nuovo stato, cioè per scoprire ciò che è. Facendo scendere gradualmente il piede verso il suolo, formulerà poi l’intenzione di impegnarsi e di partecipare innanzitutto alla vita materiale. Infine, posando il piede a terra, prenderà la decisione di integrare fino in fondo il proprio corpo al fine di prenderne la responsabilità e così diventare ciò che è veramente. Quindi una Camminata molto Consapevole e di presenza. È importante definire il simbolismo del piede, per dimostrare l’esatta pertinenza di questo esercizio tradizionale. A causa del fatto che stabiliscono un contatto diretto con il suolo, i piedi rappresentano simbolicamente l’unione tra lo spirito e la materia; l’espressione familiare «avere i piedi per terra» viene usata per designare colui che ha piena coscienza della dimensione materiale della propria esistenza; al contrario, l’espressione «perdere piede», si usa quando una persona perde il contatto con la realtà che la circonda. Inoltre, il fatto di appoggiare un piede al suolo esprime simbolicamente la volontà di impegnarsi nel piano terrestre e di parteciparvi facendolo proprio.Infine, sul piano fisico il piede, che ha la forma di un feto, possiede delle zone riflesse che corrispondono a tutti gli organi del corpo: per questo motivo il camminare è utilissimo ed ha conseguenze fisiologiche notevoli dal momento che dinamizza le funzioni corporee. Con la compressione dell’aria a livello delle volte plantari, per esempio, viene stimolato il meridiano del rene e si agisce sulle ghiandole surrenali associate al chakra-radice; queste ghiandole favoriscono lo sviluppo di una certa aggressività (reazione di fronte all’ aggressione) e stimolano in generale la vitalità dell’organismo: si realizza così un lavoro di risveglio e di armonizzazione del chakra-radice. Considerando tutti questi aspetti collegati ai piedi, la camminata della costituzione del sé permette quindi al praticante di approfondire il suo rapporto con la terra e con il proprio corpo; il corpo allora non è più sentito come un semplice guscio di carne, ma come una dimensione intrinseca dell’essere. ( Nota: per altre pratiche è necessaria la presenza di un insegnante o comunque di qualcuno che avendo già praticato e sperimentato sia in grado di guidare l’individuo e indirizzarlo nella via fin dove arriva la propria esperienza).
Nei prossimi articoli gli altri chakra e le pratiche di cui accennato sopra.
( Bibliografia: “Il chakra radice” di Charles Rafael Payeur)

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